

Sulla prescrizione i medici indicavano, di volta in volta, una sedia a rotelle, una carrozzina elettrica, un paio di calzature ortopediche su misura. In concreto però, il paziente non riceveva i dispositivi rimborsati dal Servizio sanitari nazionale a disabili, titolari di pensione di invalidità o in attesa di riceverla, ma una poltrona relax, scarpe di serie, in alcuni casi addirittura nulla. E la differenza, spesso rilevante, con la somma riconosciuta dall’Asl finiva in un circuito dove guadagnavano in tanti: i negozi di ortopedia convenzionati, i medici corrotti che redigevano le prescrizioni in cambio di una percentuale o di regali come smartphone e Ipad, patronati e agenti che procacciavano gli utenti, fra questi anche un parcheggiatore abusivo e una colf.
Nella ricostruzione della Procura, si sarebbe dunque trattato di un vero e proprio «sistema», architettato per commettere truffe sull’erogazione di rimborsi per dispositivi ortopedici. Su questa ipotesi hanno indagato i carabinieri del Nas dopo la denuncia presentata alla fine del 2020 da una dirigente medico dell’Asl Napoli 1. Ora l’inchiesta conta 109 indagati, per 87 dei quali il pm Luigi Landolfi, titolare del fascicolo con la procuratrice aggiunta Giuseppina Loreto, chiede l’emissione di un’ordinanza cautelare.
Il giudice Mariano Sorrentino (come anticipato nei giorni scorsi dal quotidiano “Cronache di Napoli”) ha fissato l’interrogatorio preventivo per 43 persone: i 35 destinatari di richiesta di custodia in carcere e 8 degli indagati (in tutto 51) nei cui confronti la Procura chiede gli arresti domiciliari. Per gli altri, evidentemente, il gip non ha ritenuto sussistenti gli elementi per esaminare l’istanza del pm e così anche per un’indagata nei cui confronti è stato chiesto l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. Agli atti, documentazione, intercettazioni telefoniche e anche le ammissioni rese nella prima fase delle indagini, tra il 2021 e il 2022, dall’imprenditore Giancarlo Tommasi, ex amministratore della “Ortopedia Acquaviva”, considerato dagli inquirenti uno dei protagonisti centrali dell’intera vicenda. Nei suoi confronti la Procura chiede gli arresti domiciliari: le dichiarazioni vengono ritenute estremamente rilevanti per l’impianto accusatorio e per questo non è stata proposta una misura più severa, ma da accertamenti più recenti, condotti fino a giugno 2025, è emerso che pur non essendo più amministratore Tommasi sarebbe ancora attivo nell’azienda.
Il pm Landolfi chiede invece la custodia in carcere per gli esponenti di altre sei aziende fornitrici di presidi ortopedici: Salvatore Zungri, di “Ortopedia meridionale Salvio Zungri srl”, Francesco Zungri, di “Zungri Franco srl”, Salvatore Borrelli, di “Ortopedia Borrelli srl”, Stefano Di Costanzo, di “Orthosalus srl”, Tiziana Reale, di “Ortosanitaria Reale srl” e Loredano Petta, di “Ortopedia Petta srl”. Tutti potranno replicare alle accuse negli interrogatori preventivi fissati tra il 19 e il 29 ottobre e così gli altri destinatari di richiesta cautelare per i quali il giudice Sorrentino si appresta a valutare lo scenario investigativo prospettato dalla Procura. Solo dopo aver ascoltato la versione degli indagati, il gip Sorrentino deciderà e se e nei confronti di chi disporre il carcere o i domiciliari.


