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Stupri di Caivano, la difesa dei 7 imputati minorenni chiede la messa alla prova

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La perizia psichiatrica per uno dei maggiorenni, la richiesta di messa alla prova per i minorenni. A dieci mesi dall’orrore suscitato dagli abusi che sconvolsero il Paese, si avvicina il processo sugli stupri di gruppo ai danni di due bambine di Caivano.

Dopo gli interrogatori delle vittime, che hanno confermato le accuse nel corso di un incidente probatorio a tratti drammatico, sul tavolo ci sono ora anche le carte della difesa. Gli imputati sono nove, due avevano già compiuto i 18 anni al momento dei fatti, gli altri erano al di sotto della maggiore età. Tutti hanno chiesto di essere processati con il giudizio abbreviato, che consente di ottenere, per la sola scelta del rito, lo sconto di un terzo della pena.

L’avvocato Giovanni Cantelli, che assiste uno dei due maggiorenni, Pasquale Mosca, che fra un paio di mesi compirà vent’anni, ha chiesto al giudice di sottoporre il suo assistito a una perizia per valutarne la capacità di intendere e volere e di stare in giudizio.

Nei confronti di Mosca e di Giuseppe Varriale, che ha 19 anni ed è assistito dall’avvocato Dario Carmine Procentese, l’udienza è fissata per il 19 aprile davanti al gup di Aversa-Napoli Nord Mariangela Guida.

Inizierà il 24 giugno, invece, davanti alla giudice del tribunale minorile Anita Polito, l’udienza per i sette minorenni. I difensori (gli avvocati Jole Giuliano, Sergio Di Lauro, Luigi Padricelli, Fabrizio Corvino, Paolo Sperlongano, Nunzia Amoroso e Danilo D’Anna) hanno presentato richiesta di messa alla prova, l’istituto previsto dal codice minorile che consente all’imputato, dopo un periodo di rieducazione, di ottenere l’estinzione del reato.

Ma proprio questo processo rappresenterà un primo banco di prova giurisdizionale per l’applicazione di una delle riforme introdotte con il cosiddetto “Decreto Caivano”, approvato dal governo Meloni a seguito dello scalpore determinato dalla storia delle violenze di gruppo. La nuova norma prevede che la messa alla prova non possa essere applicata nel caso in cui la violenza sessuale sia aggravata dalla minore età delle vittime: le due cuginette, all’epoca dei fatti, avevano 12 e 10 anni. Il giudice dovrà però valutare se la riforma possa o meno essere applicata anche a reati commessi prima della sua introduzione.

Sull’istanza della difesa dovrà esprimere un parere anche la pm della Procura per i minorenni Claudia De Luca che ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri in sinergia con la pm della Procura di Napoli Nord Maria Carmela Quaranta.

Attualmente i due imputati maggiorenni sono entrambi agli arresti domiciliari in due diverse località dell’Italia settentrionale. Cinque minorenni sono in un carcere minorile, due sono collocati in comunità. Le due vittime sono affidate a un tutore, gli avvocati Marco Buonocore e Maria Teresa De Niccolo, assistiti in giudizio dall’avvocata Manuela Palombi. Le due bambine non dovranno tornare davanti al giudice: le loro dichiarazioni sono già state acquisite al fascicolo dopo l’incidente probatorio. Adesso si gioca tutto nel confronto fra accusa e difesa, per stabilire i ruoli e le responsabilità dei singoli imputati e voltare finalmente pagina, sull’orrore che ha scioccato l’Italia.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2024/04/03/news/stupri_caivano_processo_messa_alla_prova_minori_perizia_maggiorenne_decreto-422412965/?rss

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