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Caro Massimo ti scrivo per sfidare il tempo

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Caro Massimo, seppure a distanza siderale com’è bello pensare e parlare liberamente.

Persone che possono apparire inanimate diventano carne e storia e mai nessuno sarà così lontano da non poter essere raggiunto…

Le parole come ristoro dello spirito, talmente vigorose da poter armonizzare corpo e anima e scandire il battito di due cuori fino a farmi sentire viva di due vite.

Narrare per non morire!

Perché una lettera? La risposta ce l’ho. Ritengo che una lettera, sfidando il tempo, resta comunque il più grande elemento di comunicazione e poi, una lettera, presuppone pur sempre una risposta…

Massimì, pensando a te ci si lascia prendere la mano, tanto forte è la voglia di raccontare e interpretare i segni del tuo percorso umano e del tuo essere artista.

Sai il giorno del tuo compleanno insieme a chi l’ho festeggiato? Con gli alunni della “Scuola Media Guglielmo Marconi” di San Giorgio a Cremano. Si Massimo, la scuola media che tu hai frequentato, e come ben sai, senza brillare. Erano in tanti i ragazzi ad ascoltare, incuriositi e attenti, della tua permanenza in seconda media per ben tre anni. È stato quello il momento più esilarante del nostro incontro, l’inaspettata, inimmaginabile notizia, aveva in sé del grottesco, del surreale, tuttavia, prima ancora della sacralità e dell’importanza dell’attore ha prevalso nei ragazzi il fattore umano esternando piena solidarietà all’alunno Massimo.

Un fallimento scolastico che poteva apparire un triste presagio, una condanna anticipata a un nulla di fatto nella vita, solo dopo pochi anni, viene ribaltato dal giudizio di illustri critici cinematografici che eleggono te, l’alunno scartato, come “Il nuovo fenomeno del Cinema Italiano”. Tra il serio e il faceto ho detto loro quello che non mi stancherò mai di dire ogni volta che parlerò a una giovane platea. Ragazzi, chissà che Massimo stesso non abbia sussurrato all’orecchio di qualcuno di voi, magari seduto nello stesso banco un tempo occupato da lui, quello che dal profondo del cuore sento di dirvi: ragazzi miei, se siete nati da una famiglia semplice, se negli studi non siete brillanti, se la vostra salute non è delle migliori, se vi tocca partire da un paese talmente piccolo che a volte non appare nemmeno sulla carta geografica, tranquilli, niente paura! Tirate fuori il vostro asso nella manica… Apprezzate e custodite la vita in tutte le sue forme, senza disprezzarla mai. Non vi fate del male! Cercate il bandolo della matassa e datele un senso… Nessuno di voi può mai sapere quale finale essa vi riserva e una vita spesa bene, c’è da crederci, è una nave che raggiunge il porto con le luci accese. Nell’esultanza non ci sarà sfinimento, ma si rafforzerà in voi la convinzione che un vincitore è un sognatore che non si arrende.

Indimenticabile Massimo! Tu sei stato l’esempio di un modo di essere napoletani che dovrebbe essere tenuto come modello – per intelligenza e sensibilità – da chiunque sia nato sotto il Vesuvio. Ma oggi, più che mai, mi viene da dire: “E non solo!”. La napoletanità può essere un bene prezioso o un fardello di cianfrusaglie, tu Massimo, ci hai detto che è possibile possedere e gestire quel “bene” conquistando la simpatia e la fiducia del mondo nel rifiuto assoluto di ogni compromesso, prendendo le dovute distanze dalla “malerba”, la parte peggiore della propria eredità antropologica.

Ti stringiamo, tutti, in un forte abbraccio stracolmo dei sentimenti più veri ed essenziali: patrimonio di uomini e donne speciali. Speciale come te che, gioiosamente, sei presente nell’infallibile, sconfinata bellezza dell’oltre il respiro…

Ciao ragazzo, ti vogliamo bene!

Tua sorella

Rosaria

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/06/04/news/caro_massimo_ti_scrivo_per_sfidare_il_tempo-425388107/?rss

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