Nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico entrano altri video e nuove fotografie per documentare quanto accaduto, quel 23 dicembre, nella sala operatoria dell’ospedale Monaldi. Dopo quelli dei giorni scorsi, la Procura ha disposto accertamenti tecnici su un ulteriore telefono cellulare, appartenente a un operatore socio sanitario: nella memoria del dispositivo gli investigatori ritengono siano custodite immagini utili all’inchiesta sul dramma del bimbo morto il 21 febbraio dopo il trapianto di un cuore gravemente danneggiato dal contatto con ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano.
L’avviso è stato notificato ai sette medici indagati con l’ipotesi di omicidio colposo, l’incarico al perito sarà conferito il 16 aprile prossimo. Gli approfondimenti disposti dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, che coordinano le indagini dei carabinieri del Nas diretto dal colonnello Alessandro Cisternino, arrivano alla vigilia di uno degli snodi cruciali dell’indagine: la decisione del giudice Mariano Sorrentino sulla richiesta di misura interdittiva avanzata dalla Procura nei confronti di due dei sette indagati, il primario Guido Oppido e la seconda operatrice Emma Bergonzoni.
Entrambi devono rispondere, oltre che dell’ipotesi di omicidio colposo, anche di falso nella documentazione a corredo della cartella clinica riferita ai tempi con i quali fu eseguito l’espianto del cuore nativo del bimbo. Nell’interrogatorio preventivo, Oppido e Bergonzoni (assistiti dagli avvocati Vittorio Manes, Alfredo Sorge e Vincenzo Maiello) hanno ribadito che l’espianto avvenne contestualmente all’arrivo in ospedale dell’organo da trapiantare, intorno alle 14.30 del 23 dicembre. La cartella Cec compilata dall’infermiera perfusionista e le testimonianze di altri infermieri collocano invece quell’intervento almeno dodici minuti prima, alle 14.18.
Un video già agli atti ritrae alle 14.36 il cuore appena espiantato ancora pulsante, dato che ad avviso della difesa conferma la ricostruzione del primario e della sua collega. Si vedrà se dai nuovi filmati emergeranno altri elementi. Intanto 835 genitori di bambini affetti da patologie cardiache, attualmente in cura al Monaldi hanno inviato una lettera al governatore Roberto Fico nella quale definiscono «insufficienti e distanti dalla realtà vissuta quotidianamente delle nostre famiglie» le dichiarazioni del presidente della Regione sulla continuità delle cure presso il presidio dell’Azienda dei Colli. I genitori si sono rivolti agli avvocati Sergio Pisani e Pellegrino Comitale e accusano: «Le nostre famiglie si sentono del tutto abbandonate, lasciate sole a gestire situazioni cliniche complesse e delicate. Chiediamo atti immediati e verificabili che garantiscano la reale continuità delle cure».


